Visualizzazione post con etichetta MKT integrato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MKT integrato. Mostra tutti i post

venerdì 26 ottobre 2012

Io dico addio alla pubblicità cartacea


Il modo tradizionale di fare pubblicità sulla carta stampata è molto inefficiente perché l'utente non è segmentato ed è troppo confuso da messaggi similari.
Non c'è dubbio che esistono riviste specializzate con un'utenza più attenta a certi argomenti e stimoli pubblicitari, tuttavia reputo che queste azioni tradizionali di marketing siano paragonabili alle bombe della seconda guerra mondiale rispetto ai missili teleguidati della "guerra intelligente" . In ogni caso assistiamo al raggiungimento dell'obiettivo, ma la pubblicità su stampa, sopratutto rispetto ad altri strumenti di marketing, necessita di un investimento nettamente più importante, continuo ed innovativo anche in termini comunicazionali per ottenere certi risultati.
In effetti assistiamo ad un alto grado di "rumore" di sottofondo sulle riviste ed i quotidiani. Spesso i troppi messaggi pubblicitari, la forte presenza dei competitori anche di prodotto, il rischio di essere abbinati ad articoli che contraddicono il messaggio pubblicitario, rendono necessario una grande ridondanza dell'aspetto visivo necessario per essere notati, oltre che ad una costante frequenza. Ciò comporta importanti investimenti !
Inoltre il messaggio spesso è generico, quindi poco misurabile; al contrario seguire i link utilizzati per accedere ad una proposta commerciale sul web permette una misurabilità più puntuale.
Allora la stampa non dove essere più utilizzata?
Non dico questo! Ma questa pubblicità deve essere commisurata ad un territorio preciso, limitando l'oggetto ad un'azione comunciazionale chiara (meglio se promo commerciale) che sappia valorizzare un'offerta specifica. Penso, ad esempio, che sia sempre utile l'utilizzo di riviste areali con proposte mirate e ben definite. Quello che nego è l'efficacia dei tabellari, mentre per i publi-redazionali in grado di cogliere e di approfondire il messaggio ho tutt'altra considerazione.

martedì 14 agosto 2012

Il futuro nel turismo sarà Google?


In questi giorni il Wall Street Journal ha dato la notizia, confermata ma non ufficializzata, dell'acquisto di Frommer's della John Wiley & Sons da parte di Google.
Guide Frommer's

Frommer's per molti italiani non vuol dire molto; negli USA, invece, è una casa editrice molto famosa, con più di 50 anni di storia, specializzata nel settore delle guide turistiche cartacee, in formato iOS per l'App Store e con un sito web molto frequentato.
App Frommer's
La tradizionale caratteristiche delle guide Frommer's e' sempre stata quella di presentare anche giudizi sugli alberghi in grado d'indirizzare il pubblico, potenziale turista.
Guide Zagat

Questa acquisizione porta a pensare che Google voglia creare un servizio simile alla guida stessa, senza pubblicare libri ma costruendo uno spazio web di indirizzo turistico e di giudizio sui vari servizi ricettivi.

Tripadvisor, Trivago ed "amici” "tramano"?
App Zagat

A conferma di questa volontà di Google c'e' anche l'acquisto, fatto lo scorso anno, della guida gastronomica Zagat che e' specializzata nella recensione dei ristoranti.
Questa ultima guida, infatti, ha sempre offerto tantissimi giudizi frutto di commenti inviati dai loro stessi clienti. Oggi tutti i punteggi e le recensioni di Zagat sono evidenziati nelle pagine di Google+ Local.
Lorenzo de'Medici

Google entrerà con forza e con la sua altissima capacita' penetrativa nel mercato turistico.

In quel momento tutta la promo commercializzazione dovrà essere totalmente ripensata.

In sintesi, come come ci insegno' nel XV secolo il fiorentino Lorenzo de' Medici, "Del doman non v'e' certezza".

mercoledì 8 agosto 2012

Marketing esperienziale: la sensualità diventa tecnica!



Quanti sono, oggi, i manager del turismo attratti da questa “nuova” formula? Molti!
L'esperienza nella promozione turistica è divenuta un concetto chiave nella realizzazione di pacchetti, nella costruzione di formule ricettive, nelle plurime strategie di comunicazione.
In effetti il consumatore ha sempre di più l'esigenza di condividere idee, emozioni, momenti “forti”. Questa attitudine al consumo nel web 2.0 viene sicuramente stimolata e trova una vera e propria “valvola” di sfogo in grado d'incentivare anche il “passa parola”.
Il marketing esperienziale cerca, quindi, d'incrementare le vendite stimolando i sensi dei turisti.
Un territorio, una struttura ricettiva non vengono proposte solo perché belle, piene di evidenze turistiche appassionanti ed uniche o di servizi coinvolgenti, ma perché riescono a stimolare l'esperienza del turista consumatore. Per fare un esempio: non conta il soggiorno in un villaggio turistico, ma l'esperienza di quel soggiorno, la possibilità di fare incontri galanti o di stare in famiglia.
Per comunicare queste emozioni è, quindi, necessario mettere in atto strategie promozionali che giungono al cliente coinvolgendolo, ad esempio, in tutti i suoi cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto.
Il prodotto proposto deve quindi essere “sexy”, deve saper coinvolgere la sfera emozionale e creativa del potenziale turista in chiave sensoriale, emozionale, cognitiva, fisica e relazionale. Il turista deve sentirsi coinvolto in un'esperienza olistica, percependo la possibilità di vivere un insieme di passioni e di sensazioni.
Le imprese turistiche che vogliono includere nella propria strategia promo-commerciale queste disciplina devono concentrarsi molto sul prodotto turistico ed in particolare sui suoi significati simbolici. Oltre a concentrarsi sulle tradizionali “leve” turistiche (località, prezzo, servizi), devono porre molta attenzione alla realizzazione dell'esperienza turistica, ai significati affettivi ed emotivi, alle suggestioni che l'acquisto del prodotto proposto riescono a suscitare nel consumatore.
In pratica il consumo per il “marketing esperienziale” è un’esperienza che supera la bontà del singolo bene o del servizio offerto, perché si contorna di atmosfere, di servizi accessori reali ed emotivi, di “ammiccamenti” e di sogni. Il cliente diventa una persona a tutto tondo che deve essere coinvolta nella sue passioni e nelle sue debolezze.
Detto questo il servizio proposto non può essere solo ben servito ed inserito in atmosfere favolistiche: una cameriera sexy che popone una pessima bistecca dura e mal cotta non può essere sufficiente per incrementare il proprio giro d'affari!
Ultimamente mi sono trovato ad analizzare alcune proposte turistiche che reputo ben strutturate su questa tecnica e che mi auguro possano avere successo. Vi rimando ai loro siti e vi allego dei video introduttivi.

Hotel Nizza et Suisse a Montecatini Terme: Week end del gusto
 
















giovedì 22 marzo 2012

Terroir: verso un marketing turistico integrato



Partendo dal concetto che la domanda di viaggio è attratta da un “sistema locale di offerta turistica” proposto per motivazioni ed organizzato secondo la pratica della promo-commercializzazione, è indubbio che sul territorio si instaurano rapporti stretti tra gli attori più tradizionali del turismo (es. strutture ricettive, aziende a servizio della fruizione di un prodotto – terme, impianti di risalita ecc. – realtà museali, artigiani, produttori di tipicità eno-gastronomiche, evidenze naturalistiche etc.) e tutti quei soggetti che ad una analisi superficiale non sembrerebbero entrare in relazione con questa attività (Diocesi, Parrocchie, imprese d'artigianato artistico, aziende vivaistiche, Fondazioni bancarie, culturali, artistiche, etc.).
Si parla, infatti, oggi di “territorio come strumento d'identificazione per un'azienda che qui opera”; questo concetto è indispensabile per qualificarsi grazie ad elementi valoriali che possono aiutare l'azienda a distinguersi. A tal fine gli orari di apertura di una Chiesa, l'impegno di una Fondazione per valorizzare elementi culturali o artistici, la forza di creare manifestazioni o eventi di richiamo sono tutti elementi che debbono essere integrati nell'attenzione di un piano di marketing. Promuover anche fuori dal proprio territorio la cultura locale può dare degli strumenti, o creare un'opportunità, per attivare un interesse alla visita stessa della destinazione.